Cirano è (al) Libero!
feb 16th, 2010 | Di UnaLettrice | Categoria: News, Spettacolo
Dal 18 febbraio al 7 marzo torna al Teatro Libero di Milano (e per il 13° anno) Cirano. «Ad ogni anima libera di sognare…», come recitava una locandina.
E così (e per fortuna) ci risiamo. Tra poco sarà possibile godere nuovamente di questo straordinario spettacolo messo in scena dalla Compagnia Teatri Possibili di Milano, sotto la direzione e la guida di uno straordinario Corrado d’Elia.
Per quanto mi riguarda, mi servirebbe il calendario dell’Avvento come i bambini a Natale: da quando lo vidi per la prima volta nel 2006, è un appuntamento immancabile. Tra piazza milanese e piazze provinciali, tra teatri intimi e teatri più ampi, l’avrò visto ormai quante? 10? 12 volte? Ho perso il conto…
Quando lo dico, molti mi guardano in modo stranito e interrogativo, altri mi danno simpaticamente della «invasata», visto l’entusiasmo e l’attaccamento, quasi l’affetto, che non dissimulo per questo spettacolo e questo personaggio.
E non di rado mi hanno chiesto: “Perché?”
Così, quest’anno, me lo sono chiesta anch’io il perché di tanto affetto che diventa quasi un bisogno fisico di rivedere Cirano. Come fosse un amico lontano che puoi incontrare solo in rare occasioni. Ma che è sempre li, paziente, che aspetta… E torna sempre e quando torna è sempre bellissimo.
Mi verrebbe da rispondere che nel vederlo, nell’ascoltarlo (magari ad occhi socchiusi), nello scrivere commenti ad amici o conoscenti, ho tirato fuori il meglio di me. Cirano riscopre e fa riaffiorare la parte della mia anima più pura, sincera, innamorata della vita. In lui ritrovo un alleato fedele, solido, coerente che non ha paura di sognare, di continuare a seguire la via della idealità, facendosi beffe di menzogneri, lacchè, adulatori, superficiali. È un rivoluzionario che non accetta la comoda via dell’uomo mediocre, non si piega a regole facili e vincenti solo nel breve periodo. Tutt’altro: sceglie la via impervia dell’andare controcorrente in nome e per conto dell’ideale.
Sentirsi vibrare l’anima in un “tachicardico rintoccare”… Avere il cuore gonfio come un palloncino… Cirano, questo fratello maggiore che sbaglia facendo sempre la cosa giusta e donando tutto se stesso, sia all’arte sia alla sua amata, lo fa sempre risvegliare, palpitare oltre ogni misura… Nei ritmi asettici in cui spesso siamo fagocitati, è un’esperienza incredibile.
Cirano è un uomo eccezionale.
È onesto e tutto d’un pezzo. È l’incorruttibile, il giusto, il coraggioso.
È arguto, ironico, simpatico.
È un leader capace e leale.
È l’amante romantico, totale, disinteressato. Che con generosità si accontenta dell’ombra.
Ma è anche sofferente, per un’immagine di sé che non riconosce.
Per questo è la “mia” opera. Ha in sé molte anime che di volta in volta rispecchiano una parte di me… Ogni volta ritrovo qualcosa che si risveglia… Nel vortice dei ritmi disumani delle nostre città, riprovo sentimenti e ideali sopiti che sembravano così lontani e impopolari.
L’ho visto in più rappresentazioni, ma quello di d’Elia è un Cirano che sconvolge. Fa ridere, sorridere, commuovere, interrogare…
E lo fa con una scenografia minima, tre assi oblique e qualche costume, rievocando con abilità quanto non materialmente presente sulla scena. Quello che non c’è, non manca: perché si vede, si sente, si percepisce grazie ad una nobile regia e ad un cast sempre all’altezza.
Uno dei criteri che considero per valutare un’esperienza, uno spettacolo, un film, è la reazione il giorno seguente. Se mi sveglio che ancora ne porto il pensiero, che ho delle immagini o delle frasi che mi passeggiano nella testa, se ancora mi ci soffermo e ho voglia di farlo, vuol dire che è valsa la pena esserci.
Passano i giorni, passano i mesi e Cirano e di tanto in tanto si fa sentire, come un amico che è lontano, ma che da qualche parte c’è…
Non so se andrete a vederlo: ma vi auguro di provare almeno una volta quest’esperienza.
“Solo” per essere andati una sera a teatro.





















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