La mia vittoria ad Hollywood!
mar 8th, 2010 | Di UnaLettrice | Categoria: SpettacoloNon ero in lizza in alcuna delle top list di Los Angeles ieri sera. Peccato. Col circo cui partecipo ogni giorno della mia vita, meriterei maggior considerazione.
Tuttavia, una vittoria che considero anche «mia» c’è stata: la sconfitta di Avatar.
È da rallegrarsi se anche la potente macchina commerciale dell’Academy è rinsavita e, a dispetto della battage mediatica e della numerosità di nominations, abbia assegnato agli «ometti blu» solo 3 statuette.
Film che avevo criticato e criticherò perché ritengo abbia in sé una delle contraddizioni che caratterizzano il nostro tempo: quella nella quale si perde il nesso causale tra mezzo e fine. Avatar è l’esempio per eccellenza del paradosso in cui lo strumento supera il fine divenendo esso stesso un fine. E se una scatola vuota, può restare tale essendo una «bella» scatola, per un film forse è un po’ un peccato…
In altre parole: non la scienza e l’IC cinematografiche al servizio della storia e dell’arte, ma la storiella (banale, vista e rivista) al servizio della possibilità tecnologica.
Un’inversione di piani semantici non accettabile. Meglio, inutile a chiunque, se non al mercato, che con la sola scusa della novità irrompe e sbanca nei nostri negozi e nei nostri cinema imponendola come valore in sé.
Non sono contro la tecnologia, ci mancherebbe. Ritengo che avere amici in giro per il mondo con i quali posso comunicare in mille modi e in tempo reale sia una possibilità favolosa. Ma ritengo che gli strumenti debbano restare strumenti.
In questa particolare contingenza l’occasione era ghiotta: aprire ad una nuova era della settima arte. Competenze, soldi, tempo… tutto a disposizione di un grande progetto. Credo sia stata sprecata per ridurre ad una serie di effetti speciali quella che dovrebbe essere tutt’altra magia che è fatta ANCHE di effetti speciali, ma non solo di questo.
La storia non regge su tanti piani.
Il primo: non credo fosse un film ambientalista. Meglio, cos’ha in più di altri film di questo filone? Ho percepito più senso ambientalista in UP, con lo scoutino che deve andare in un altro mondo per incontrare e conoscere un po’ di vera natura e innamorarsene…
Il secondo, è quello relativo all’ottica adottata sulla disabilità per me aberrante. Il ragazzo diversamente abile diventa eroe solo quando trova un nuovo corpo, tutto intero, solido… sano! Alla faccia di tutte le battaglie mediatiche, linguistiche e culturali, il disabile è triste e sconsolato, l’eroe felice e innamorato, è l’omino bello, forte, coraggioso…
Il terzo: buoni, cattivi, i cattivi disturbano i buoni, qualche cattivo diventa buono. Guerra. Morti. Rinascita. È la storia di mille altre storie raccontate altrove con maggior sapienza e grazia.
Spesso il cinema racconta cose “già viste” ma con variazioni sul tema, stili riconoscibili, ambientazioni che cambiano… Qua no! È tutto veramente tutto già visto e rivisto, almeno in 2D.
Nel giorno che ricorda tutte le donne, bello che il premio al miglior film sia andato invece ad una donna. E per la prima volta.
Peccato solo che in molti si prodighino a dire che «È una donna, MA fa film per uomini».
Tutti i premi
MIGLIOR FILM The hurt locker
MIGLIOR REGIA Kathryn Bigelow per The hurt locker
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA Jeff Bridges per Crazy heart
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA Sandra Bullock per The blind side
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA Christoph Waltz per Bastardi senza gloria
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA Mo’Nique per Precious
MIGLIOR FILM STRANIERO El secreto de sus ojos di Juan José Campanella (Argentina)
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE Up
MIGLIOR FOTOGRAFIA Mauro Fiore per Avatar
MIGLIOR SCENOGRAFIA Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
MIGLIORI COSTUMI Sandy Powell per The young Victoria
MIGLIOR DOCUMENTARIO ‘The Cove’ di Louie Psihoyos
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO ‘Music by Prudence’ di Roger Ross Williams
MIGLIOR MONTAGGIO Bob Murawski e Chris Innis per The hurt locker
MIGLIOR TRUCCO Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
MIGLIOR COLONNA SONORA Michael Giacchino per Up
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE The Weary Kind di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart
MIGLIOR CORTO ANIMATO Logorama di Nicolas Schmerkin
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’AZIONE The New Tenants di Joachim Back.
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO Paul N.J. Ottosson per The hurt locker
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The hurt locker
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE Mark Boal per The hurt locker






















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AVATAR!!! il film che ha fatto scalpore in tutto il mondo! tutti rimasti completamente ammaliati, chi dalla storia in se, chi dagli effetti speciali e chi dai suoni, come me. se oggi si continua a parlare di questo film, un motivo ci sarà, altrimenti una cosa poco interessante non susciterebbe così tanto “rumore”. vincitore di 3 sole statuette??? ma, analizziamo bene quali! 1-miglior fotografia, il che significa che ha creato agli occhi degli altri uno straordinario effetto ad alto impatto; 2- miglior scenografia, questo vuol dire che il genio del regista è stato di livelli molto alti; 3- migliori effetti speciali. E qui cosa c’è da dire….a mio parere era l’obiettivo top del film, dato il genere! e la weta digital, società che ha lavorato per la 20th Century Fox, ha fatto un grandissimo lavoro! Il cinema di oggi è vero che offre cose già viste, ma questo è stato puntato proprio sulla fantascienza per essere diverso! Beh, dopo questi 3 premi e l’incasso stratosferico a soli 2 settimane dall’uscita, che altro c’è da dire….ci sarà un motivo per il quale questo film sia piaciuto e premiato! poi anche se sono soltanto 3 statuette, sono tra le più importanti, quindi….Concludo dicendo che…nel mondo di oggi, siamo pieni di scatole vuote, almeno questo film ne ha riempite 3, uno per ogni statuetta!