22 July 2017

Circostanze

gen 21st, 2011 | Di UnaLettrice | Categoria: Primo Piano

Le circostanze sono le “…condizioni oggettive che concorrono a determinare azioni, situazioni, decisioni e simili o che, accompagnando un fatto, ne influenzano lo svolgimento…”[1]. Sono ciò che comunemente chiamiamo “i casi della vita”.

Ma “Circostanze” è anche un libretto di 80 pagine. Un piccolo tesoro, leggero e minuto, quasi timido, che raccoglie e restituisce con discrezione e semplicità, senza mirabolanti copertine o sgargianti colori di marketing, undici racconti. Undici pezzi di vita.

Che passano da conventi, stanze abbruttite da un tempo trascurato, piazzali metropolitani notturni e desolati, vie del centro trafficate da rumori e passi veloci… Circostanze, per l’appunto. Con “un prima” e con “un dopo” che non conosceremo mai e su cui, inevitabilmente, ci interrogheremo e ci ritroveremo a fantasticare con curiosità.

Perché scorrono vite intere in quelle 3-4 pagine dedicate a ciascuna di loro.

Anime sconosciute e tra le più diverse, che si sfiorano e ti penetrano, mettendoti a parte di riflessioni, pensieri, fuggevoli istanti della loro esistenza. Le loro luci e le loro ombre che si alternano in un caleidoscopio di emozioni, desideri inconfessabili, frustrazioni, entusiasmi, rancori, fallimenti.

Le vedi che ti camminano accanto, queste anime.

Le senti che ti respirano vicino.

Ne cogli il fruscio degli abiti.

Le scorgi passare come in un film. O come in una mattina assonnata avvolta dalla nebbia, in cui intravedi al tuo fianco sciantose donne in carriera, religiosi, studenti, impiegati incravattati, matti… che percorrono i loro binari, a volte assorti e distratti altre chiassosi. E nel frastuono o nel silenzio delle nostre giornate ti chiedi cosa possano pensare, credere, sognare.

Questo libro sembra quasi afferrare le nuvole dei loro pensieri e fissarle sulla carta per concederti, per una volta, di potervi entrare.

Così ci si affeziona a questi personaggi come ci si affeziona a un passante o all’avventore di un bar che, in modo inaspettato, pur con il loro agire bizzarro o indecente, ci ispirano tenerezza e comprensione.

Non è certo facile cogliere i cuori altrui e raccontarli in modo che altri li sentano battere e, perché no, ci ritrovino parte dei propri per confrontarsi con spaccati di vita che forse abbiamo tutti, in qualche modo, sperimentato.

Il giovane autore milanese sembra ricercare “l’umano”. E lo racconta con profondo rispetto e fedeltà. Senza giudizi. Senza insegnamenti. Senza morali da dispensare ad alcuno. Solo per il piacere di raccontare vite.

Forse un po’ sue, forse di altri.

E – chissà? – forse anche un po’ nostre.

C. Agnesi, Circostanze, Otma Edizioni, Milano, 2010

[1]Dalla definizione riportata in quarta di copertina.

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