29 May 2017

Elezioni amministrative 2011: Milano volterà finalmente pagina?

apr 30th, 2011 | Di Daniele | Categoria: Italia, News
Ho voluto sintetizzare consapevolmente nel titolo di questo scritto il risvolto problematico della
vicenda delle elezioni amministrative milanesi per mezzo delle quali i cittadini saranno chiamati
a esprimere un voto per l’elezione diretta del sindaco, il rinnovo del Consiglio comunale e, nelle
diverse circoscrizioni, il rinnovo dei Consigli di zona.
Il candidato del centrosinistra è stato scelto col metodo plebiscitario delle primarie dell’autunno
scorso, un metodo che appartiene a una cultura politica tutt’altro che democratica.
Tuttavia questo risultato è stato molto importante e getta tuttora le basi per poter finalmente
affrontare con serenità la campagna elettorale e, soprattutto, con concrete possibilità di vittoria.
I fattori da considerare e che mi permettono di giungere a una simile conclusione sono molteplici.
Vediamo di approfondirne qualcuno dei più importanti.
In primo luogo il candidato e il programma che è riuscito a comporre e che presenterà a queste
elezioni: è la prima volta che il progetto politico-amministrativo del candidato del centrosinistra
presenta un impianto democratico e possibile di un sbocco più avanzato e vicino alle esigenze dei
ceti popolari e delle periferie di questa città, abbandonate completamente dalle Giunte di destra
succedutesi in questa città, ormai, dal lontano 1992 e dalla stessa giunta Moratti.
Ciò si è potuto verificare grazie al grande contributo dal basso dato da migliaglia di cittadini e alla
grande disponiblità all’ascolto che ha caratterizzato la persona del candidato e dal suo progetto
includente verso tutte le forze politiche collocate nell’area democratica e progressista milanese tanto
che la coalizione di centrosinistra è ampia e unita nel sostegno convinto alla sua proposta politico-
amministrativa volta al cambiamento e ad una maggiore partecipazione dei cittadini.
Vi sono senz’altro degli indici di possibile discontinuità nel programma presentato da Pisapia, senza
dubbio rispetto alle destre milanesi, ma anche rispetto ai programmi presentati dai candidati del
centrosinistra nelle varie competizioni elettorali finora tutte caratterizzate dalla bocciatura degli
elettori.
Essi riguardano gli aspetti più concreti della vita quotidiana delle persone: un esempio
paradigmatico può essere rappresentato dalla fine delle esternalizzazioni dei servizi sociali alle
cooperative e dalla loro progressiva riappropriazione e gestione da parte dell’Ente pubblico col
risultato di avere servizi migliori per i cittadini a un costo minore per le casse comunali e di avere
degli operatori pagati meglio e in condizione di svolgere adeguatamente la loro importante funzione
sociale che è quella di erogare servizi ai cittadini.
Esattamente l’opposto rispetto a ciò che ha indirizzato l’operato dell’amministrazione Moratti e
delle precedenti giunte.
Un altro esempio riguarda la difesa della sanità pubblica dagli attacchi di Formigoni e Compagnia
delle Opere a livello regionale che il sindaco può essere chiamato a svolgere in virtù delle
normative vigenti e del principio di leale collaborazione che deve necessariamente permeare
anche le relazioni istituzionali tra enti locali, oppure la difesa della cultura e la promozione e
valorizzazione dell’importantissima funzione sociale delle Scuole Civiche, chiuse senza tanti
complimenti dalla giunta uscente.
Per non parlare della funzione dei Mercati Rionali anch’essi in procinto di essere chiusi
favorendo così i grandi Gruppi Commerciali della catena distributiva delle merci, o della lotta
all’inquinamento dell’aria provocato dalle polveri sottili e non risolto dalla grande illusione
dell’Ecopass.
In più si possono aggiungere gli sprechi di risorse effettivamente verificatisi nella gestione
economica del Comune con l’assunzione di nuovi dirigenti al posto di quelli che già legittimamente
operavano sganciata da criteri di competenza e riconducibili esclusivamente alla loro appartenenza
politica, oppure alla dimensione tutt’altro che trascurabile delle consulenze esterne che, come noto,
costano maggiormente alle casse comunali rispetto al ricorso ai contributi provenienti dall’interno
degli Uffici che fan capo all’Ente pubblico.
Per non parlare del grande pasticcio dei derivati che comprometterà per anni l’equilibrio dei
conti pubblici dell’ente col risultato che i debiti contratti in virtù del ricorso a questi particolari e
complessi strumenti finanziari saranno spalmati per diversi anni sulla cittadinanza milanese senza
che la medesima ne sia correttamente informata.
Si potrebbe andare avanti ancora per molto ma, a mio avviso, c’è già abbastanza materiale per una
seria e compiuta riflessione fuori dalla propaganda quotidiana che, ormai, investe la provinciale
politica italiana nel suo complesso dal centro alla periferia.
Mi sono soffermato soprattutto sul programma, com’è mio costume e pretende la mia cultura
politica, ma non sottovaluto anche la persona del candidato: un candidato onesto e a modo che
propone i suoi contenuti senza cadere in sterili provocazioni ed in risse quotidiane che sono indice
di una politica malata e senza idee e, più in generale, di un profondo malessere della democrazia
italiana.
In secondo luogo la destra milanese si presenta divisa: infatti è in competizione al primo turno
anche il candidato del Polo della Nazione (Fli, Udc e Api) che potrebbe intercettare un buon
numero di voti potenzialmente in uscita dal Pdl.
Questo è un fattore decisamente importante e nel caso vincesse il candidato del centrosinistra, come
mi auguro, credo potrebbe risultare il fattore determinante.
Infine ritengo che in determinati ambienti, anche vicini alla destra, mal si sia sopportato il modus
operandi di questa amministrazione e ciò ne ha determinato frequentemente una litigiosità interna
che ne ha scandito vari passaggi politici: ricordo per tutti l’argomento Ecopass e la questione delle
Isole Pedonali ma, soprattutto, lo scontro di potere in atto nella società a partecipazione degli Enti
pubblici territoriali (Regione, Provincia, lo stesso Comune) che gestisce il grande affare Expo 2015.
Alla luce di queste considerazioni concludo con una battuta: mancano 15 giorni al voto e il
quadro attuale lascia intravedere un più che probabile ballottaggio con ciò dandoci una maggiore
consapevolezza del fatto che qui a Milano, dopo 19 anni, il quadro politico potrebbe avere un’altra
fisionomia; sta a noi cercare di operare affinché ciò possa accadere.
Aggiungo che la mia città ha sempre anticipato nel bene e nel male delle tendenze politiche ben
presto consolidatesi a livello nazionale: spero che stavolta contribuisca a ridare una speranza a chi
ancora si riconosce nei fondamenti democratici e progressivi della nostra Repubblica.
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