22 July 2017

Due ruote

ott 3rd, 2011 | Di Donovan | Categoria: Sport

Liberi pensieri, in ordine sparso, sulle ultime dal mondo della bicicletta.

Si è appena concluso uno dei Mondiali più brutti e noiosi per noi guardoni di ciclismo: su un circuito praticamente piatto, in quel di Copenaghen, il ciclone britannico Mark Cavendish – ventiseienne che viene dall’Isola di Man dove tutti, a dire dei sudditi di Sua Maestà, sono un po’ tocchi di cervello (ed i gatti nascono senza coda….!!!) – stravince di potenza una volatona di un centinaio circa di corridori regolando altri due buonissimi sprinter quali l’australiano Goss ed il teutonico Greipel.

Dopo 260 kilometri di gara la media è risultata essere pari a  45.821 di media, seconda di sempre (e dopo Zolder 2002 dove vinse, gurada caso, Supermario Cipollini in suntuoso sprint).

Che Cavendish non meritasse uin alloro mondiale – oltretutto ad un anno dalle Olimpiadi londinesi  e dopo un’ottantina di vittorie tra i professionisti – nessuno lo pensa, essendo egli stesso sia atleta di primordine che persona simpatica alla maggioranza del pianeta ciclistico.

Diciamo, allora, che il grosso pubblico  di appassionati non merita proprio un percorso iridato così facile, dove nessuna tattica può essere messa in atto, nessuna fuga può avere un minimo di successo, nessun atleta che non sia un velocista può pensare minimamente di vincere.

Naturalmente noi lo sprinter forte-forte non ce lo abbiamo (Petacchi non è stato convocato e, in ogni caso, la classe e la potenza – con gli anni che passano -un poco appannate lo sono ) e, pertanto, mastichiamo amaro. Ma vedere il primo azzurro (Bennati) solo quattordicesimo non fa fare bella figura al nostro movimento.

Oddio, la squadra non è che fosse poi così ben assemblata (ma diamo tempo a Paolo Bettini di farsi le ossa da C.T.) : a parte il generosissimo Paolini , il resto non è stato granchè. Certo non pensare che la gara non potesse risolversi in volata è stato, di sicuro, un grossolano errore di valutazione (con due scalatori in competizione e due buoni gregari sul piano in tribuna)..

Ma tant’è: celebriamo il vincitore (senza dimenticare la sua squadra nazionale  veramente molto brava a controllare la corsa ed a portare Cavendish alla regale volata) che, nella storia del Mondiale, è il secondo britannico a vincere la maglia iridata (dopo il compianto Tommy Simpson – che matto lo era davvero- primo assoluto  a San Sebastìan nell’anno del Signore 1965).

Nelle donne rivince la Giorgia Bronzini, bissando il 2010 (e con la vittoria a Menrisio 2009 della Guderzo facciamo un tris mica da ridere): anche qui volata finale dove Giorgina nostra batte la Vos (olandese) e la Teutenberg  (che con ‘sto cognome non può che essere tdesca di Germania).

Nelle gare giovanili dominano i francesi (occhio a qualcuno di loro un domani), mentre i nostri virgulti non combinano niente di speciale. Andrà meglio l’anno prossimo (peggio di così…) e morta lì.

Un passo indietro e parliamo della Vuelta espagnola, giunta all’edizione n. 66.

Anche qui poco da ridere: Vincenzino Nibali – campione uscente – termina settimo a 4’31″ dal vincitore.

E chi è il vincitore? E’ un ragazzone di trent’anni che si chiama Juan Josè Cobo e che proviene da Cabezon de la Sal (Cantabrìa – nord della Spagna- dalle parti di Santander per intenderci) e che i tifosi chiamano  “Il Bisonte” per la forza e l’irruenza nel correre. Fino  a domenica 11 settembre 2011 non è che fosse molto conosciuto ma, tirate le somme dopo 3295 kilometri dalla cronosquadra di Benidorm alla volata di Madrid passando per sei arrivi in salita tutt’altro che agevoli, il ragazzone-bisonte ha meritato in pieno la gioia finale.

E sapete chi è arrivato sul podio? Due inglesi (Froome a 13″ – ma primo senza abbuoni -  e Wiggins  ad 1’39″) che, forti della forma acquisita in Spagna,  hanno fatto la parte del leone nel dare una mano a Cavendish in terra danese.

Di Cobo diciamo, innanzitutto, che viene dalla stessa terra di Contador e che, in questa Vuelta testè conclusa, ha avuto in squadra il russo Menchov (vincente nel 2005 e 2007) che lo ha guidato, consigliato e protetto fino al traguardo madrileno. E per un ragazzo che ha fatto, in gioventù, il cuoco e l’elettricista tanti applausi e un augurio per una carriera quantomeno soddisfacente.

Un ulteriore passo indietro – ahimè – per dire un paio di cosette sull’infausto Giro della Padania (prima e, assai probabilmente, unica ed ultima edizione).

Lo ha vinto Ivan Basso (padano?) ma nessuno se ne è accorto.

Perchè ogni santo giorno di ogni santa tappa (sei in totale)  c’era sempre qualche intelligentone che interrompeva la gara  con metodi più o meno corretti, protestando sul  termine “Padania” (in quanto entità territoriale politicamente  nè esistita, nè riconosciuta) e contestando – quasi sempre in modo becero e violento– l’organizzazione (e questo ci potrebbe anche stare)  ed i corridori stessi, rei di partecipare “ad una corsa di matrice razzista”.

La qual cosa, cari lettori, non va bene per niente.

Sportivamente perchè il Giro della Padania è una corsa riconosciuta ufficialmente dalla Federazione ciclistica italiana (ed i partecipanti, provenienti dall’Italia intera e dall’estero – erano tutt’altro che sconosciuti): forse il nome Padania si è rivelato infelice ma, ripeto, chi ama lo sport di  codeste cose non si cura: se fosse stato il Giro dei “Sei campanili” tutto sarebbe filato via liscio.

Politicamente, poi, c’è sempre qualcuno – nel nostro Paese – pronto a cavalcare questi fatti in nome della “legalità” o della “correttezza” oppure della “trasparenza” od anche del “sentimento italico” per finire nell’immancabile “identità nazionale”.

Se  la politica stesse fuori dallo sport e pensasse, una buona volta, al benessere dei cittadini-sudditi forse (forse…) saremmo un Paese civile (ed invidiato).

Ma che volete farci, a noi  Italiani ci appassionano tanto le minchiate…..

Il prossimo pezzo spetta, di diritto, alla palla ovale. Bye-bye.

English Spagnolo Portoghese Français Tedesco Chinese Olandese Greco Finlandese Polacco
Tags: , ,
del.icio.us:Due ruote digg:Due ruote spurl:Due ruote wists:Due ruote simpy:Due ruote newsvine:Due ruote blinklist:Due ruote furl:Due ruote reddit:Due ruote fark:Due ruote blogmarks:Due ruote Y!:Due ruote smarking:Due ruote magnolia:Due ruote segnalo:Due ruote gifttagging:Due ruote

Lascia un commento

Add to Technorati Favorites